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Frammenti non dimenticati

Firenze, 1966

Il 4 novembre 1966 l’Arno, il fiume che attraversa Firenze, uscì dagli argini e allagò la città. Sessant’anni dopo, l’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella ricorda l’alluvione con una mostra nella sua sede di Via della Scala 16 e con il sostegno al restauro del San Sebastiano di Francesco Botticini, opera appartenente alle Gallerie degli Uffizi che l’acqua danneggiò gravemente.

La mostra «Frammenti non dimenticati. Firenze, 1966» è aperta al pubblico dal 16 ottobre al 22 novembre 2026. Presenta il San Sebastiano prima del restauro, insieme a fotografie e documenti dell’alluvione e a oggetti dell’Archivio e delle collezioni dell’Officina.

Firenze, 4 Novembre 1966

Il 4 novembre 1966, dopo giorni di pioggia intensa, l’Arno uscì dagli argini e allagò la città. In mattinata la piena raggiunse il centro e invase i quartieri sulle due rive, superando in alcuni punti i quattro metri. La nafta, all’epoca usata per il riscaldamento, fuoriuscì dagli impianti e si mescolò all’acqua, aggravando i danni. Quando il fiume si ritirò, il 6 novembre, lasciò circa seicentomila tonnellate di fango.

Migliaia di opere d’arte e oltre un milione di libri furono danneggiati. Fu una delle ferite più profonde nella storia di Firenze.

Da tutta Italia e dal mondo arrivarono giovani volontari. Spalarono il fango e portarono in salvo libri e opere d’arte. Firenze li ricorda ancora oggi come gli Angeli del fango.

L’alluvione in Via della Scala

Via della Scala 16 è la sede dell’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, a Firenze dal 1221. Nel 1966 il complesso ospitava anche la produzione, con i laboratori e i magazzini, insieme all’Archivio e alle sale storiche aperte al pubblico.

Quando l’Arno esondò, la piena arrivò anche qui. Pavimenti, intonaci e decorazioni furono compromessi, e le materie prime, gli strumenti e i contenitori furono ricoperti da uno strato denso e oleoso.

Fu danneggiata anche gran parte della memoria dell’Officina: l’archivio storico e la biblioteca, insieme a lastre fotografiche, matrici di stampa ed etichette. Ciò che resta porta ancora i segni di quei giorni, oppure è stato restaurato. Una parte di questi materiali è oggi esposta nella mostra.

Il San Sebastiano e la mostra

Il San Sebastiano di Francesco Botticini è un dipinto su tavola databile tra il 1475 e il 1480 e appartenente alle Gallerie degli Uffizi. Nel novembre 1966 si trovava in un laboratorio di restauro al piano terra degli Uffizi, dove l’acqua e il fango lo raggiunsero.

I danni furono gravissimi: il colore si frantumò e il legno si ritirò. Per salvarlo, nel 1967 si scelse di staccare la pittura dalla tavola originale e di trasferirla su un nuovo supporto. Il volto del santo fu ricomposto con i frammenti recuperati. Oggi l’opera è conservata all’Opificio delle Pietre Dure, l’istituto fiorentino dedicato al restauro.

A sessant’anni dall’alluvione, l’Officina sostiene il restauro del San Sebastiano, che sarà eseguito all’Opificio. L’intervento non potrà cancellare le alterazioni subite. La scelta riconosce la bellezza e il valore dell’opera anche nella forma che la storia le ha lasciato. Al termine, il San Sebastiano tornerà agli Uffizi.

Prima del restauro, il dipinto è esposto in Via della Scala 16 nella mostra Frammenti non dimenticati. Firenze, 1966, accanto a fotografie dell’alluvione e a documenti e oggetti dell’Archivio dell’Officina, dal Settecento agli anni Sessanta. Alcuni conservano ancora le tracce del fango, altri sono stati restaurati.

Frammenti non dimenticati. Firenze, 1966 

Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, Via della Scala 16, Firenze

Dal 16 ottobre al 22 novembre 2026

Francesco Botticini, San Sebastiano, tra il 1475 e il 1480. Su concessione del Ministero della cultura, Le Gallerie degli Uffizi.